L’Estate “tiepida” del 2016

UN’ANALISI SULL’IMPATTO DEL CLIMA NELLE CATEGORIE STAGIONALI

L’Estate “tiepida” del 2016

Il 2016, come d’altronde era statisticamente probabile, non ha riproposto l’estate rovente dell’anno scorso. Ciò ha penalizzato, nel confronto fra i due periodi estivi (considerando giugno, luglio e agosto), l’andamento delle categorie di largo consumo la cui domanda è tipicamente sollecitata dal clima.

Così il contributo alla crescita dato dalle vendite dei prodotti tipicamente stagionali, pari a circa 0.6 punti percentuali, stimato nel 2015 è stato annullato. Nel confronto fra i due periodi, l’estate di quest’anno porterà in eredità al bilancio finale del Largo Consumo Confezionato 0.4 punti di crescita in meno, che contribuiscono ad appiattire ulteriormente il trend fiacco del comparto durante tutto il corso del 2016.

Le domanda delle categorie stagionali nei mesi estivi rispetto alla controcifra 2015 è pari al -6%.

Andando poi ad analizzare il mancato introito della Distribuzione sui prodotti stagionali emerge che il fatturato ammonta a 260 milioni di Euro.

 

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